Interno 8 - Monica Bartolini

Recensioni

I libri in testa (blog)

giovedì, 12 marzo 2009

(Il Filo, 2008) segna l’esordio letterario di Monica Bartolini (Roma, 1964) che avviene all’insegna del giallo classico, quello logico deduttivo. Il breve romanzo ha inizio la notte di capodanno alle 2,45 quando squilla il telefono  di casa del maresciallo dei carabinieri Piscopo e gli viene svelato un omicidio al numero 25 di via Pasquale Bruni. La vittima è una donna, la stimatissima professoressa Martalò. Le indagini del maresciallo si svolgono all’interno del condominio apparentemente tranquillo, perché da subito appare chiaro che l’omicidio è maturato in questo stabile e l’assassino, probabilmente, è uno dei condomini.
I capitoli scandiscono i sei giorni dell’indagine e, insieme, la messa a fuoco delle famiglie che vivono nel condominio, ciascuna con i propri drammi, problemi, ambiguità, tradimenti. L’occhio narrante entra come una telecamera in queste abitazioni, ne registra gli ambienti, i volti, le espressioni, i gesti in una narrazione molto filmica e veloce.
Non a caso, alla fine, viene in mente il film spagnolo La comunidad di Álex De la Iglesia (con una strepitosa Carmen Maura). Solo che la scrittura in prosa necessita di un maggior approfondimento dei caratteri, vista l’assenza dell’immagine, dell’inquadratura. Allora se è vero che Interno 8 si legge tutto d’un fiato come è scritto nella quarta di copertina è pur vero che il lettore dovrebbe avere (godere) dei momenti di respiro, di tregua per poi infilarsi meglio nei meandri della storia, per esserne rapito o sconvolto o quello che sia. Qui tutto è rapido, anche se l’ingranaggio noir è ben costruito, coerente e non banale. Non guasta alla storia il finale a sorpresa, strettamente legato ai risvolti esistenziali e metafisici di questa storia, fin troppo esplicitati dagli esergo messi all’inizio di ogni capitolo, citando gli autori amati dall’autrice (Kafka, Blake, Sciascia…). Ma la brevità del romanzo (poco più di cento pagine) non permette un flusso più denso, più articolato.
Di Monica Bartolini avevo letto qualche anno fa un paio di racconti e li avevo apprezzati per la rapidità e precisione di linguaggio che qui sostiene la storia: con la freschezza e la briosità dei dialoghi e gli innesti dialettali, che donano spessore umano e psicologico al personaggio principale della storia, il maresciallo dei carabinieri Nunzio Piscopo.

Dal sito www.gruppoalbatros.it

da ANTONIO DE SPIRITO

Data di inserimento: Wednesday 14 January, 2009

ITALIA PAESE DI EROI SANTI NAVIGATORI..E SCRITTORI. Così sembra aver intuito la FILO EDITORE.
Questo il LEIT MOTIV della casa editrice che unito allo spirito democratico che la contraddistingue va alla ricerca di nuovi talenti.
La filosofia è quella di tirar fuori il sogno nel cassetto ovvero il manoscritto che ognuno di noi cela gelosamente con la speranza del PRIMA O POI.
Una struttura snella ed innovatrice che, con l’ausilio dei nuovi canali mediatici ed informatici, raccoglie analizza ed infine promuove l’ispirazione ed il talento che ognuno di noi conserva fra le pieghe della nostra quotidianità.
Non occorre essere dei laureati in lettere per poter accedere ad una eventuale pubblicazione.
Servono ispirazione, intelligenza e padronanza della lingua.
E’ quello che ha pensato MONICA BARTOLINI.
Nel giro di pochi mesi, la sua opera prima ha trovato l’accoglienza, il supporto e la promozione necessaria a gestire il lancio del suo racconto. Parliamo di un giallo tipicamente italiano.
INTERNO 8 è il titolo.
Interiore è il viaggio nella psicologia nostrana. L’apertura mentale di MONICA è totale a 360°: ma questa non la discosta dall’evidenza. Inutile mettersi in viaggio per lunghe strade e tortuosi sentieri, per accedere alla verità, all’evidenza che il più delle volte si cela sotto mentite spoglie davanti ai nostri occhi che affetti da miopia non vedono.
OSSERVARE e non VEDERE. ASCOLTARE e non SENTIRE.
Questa la filosofia del racconto.
Gli occhi non sono altro che una parte terminale del nostro cervello, che riesce a vedere solo con un’attenta analisi.
La storia si dipana in un’ITALIA meridionale ancora piena di pregiudizi, analfabetismo e malaffare. L’ambientazione è quella di un condominio, sintesi della nostra società medio borghese, che racchiude le nostre contraddizioni, i propri perbenismi e le nostre ipocrisie.
Il giallo scorre prima fra la personalità dei suoi personaggi, stereotipi sociali, attraversa l’indagine ed approda alla soluzione del caso, figlia di un nostrano ESTREMISMO CATTOLICO.
Un racconto che nasce come “giallo” ma non disdegna giuste analisi sociali.
Scorrevole, piacevole e perché no, sorprendente. Non una parola in più, né una virgola fuori posto.
La sceneggiatura si presta ad una FICTION da cui un attento produttore televisivo troverebbe materia degna di attenzione.
A quando il prossimo?

Antonio de Spirito

Rating: [5 di 5 Stelle!!]

da Chiara Sorrentino

Data di inserimento: Tuesday 12 January, 2010
Intreccio torbido e perfetto, personalità delineate e la figura dell’investigatore protagonista che sicuramente farà strada…
Da leggere tutto d’un fiato!
Chiara SorrentinoRating: [5 di 5 Stelle!!]