Time out
La testa mi gira e le orecchie mi ronzano … non riesco ad aprire gli occhi … oh, mio Dio … non riesco a muovere le gambe … devo svegliarmi … sicuramente sto sognando … ma sì, è per questo che non ce la faccio a sollevare le palpebre … è un incubo terribile … devo fare pipì … devo alzarmi per andare in bagno … certo è mattina, sono a casa mia e devo fare pipì … ecco, ho aperto gli occhi … che fastidio … le luci del campo sono troppo forti … non ce la farò mai a segnare con queste luci in faccia … devo concentrarmi per i tiri liberi … ma la palla? … arbitro, mi dia questa dannata palla! Devo assolutamente pareggiare per andare ai supplementari! … Mister, perché non mi danno la palla? … Devo tirare, maledizione! Devo assolutamente tirare! Dobbiamo vincere per andare in finale … i mondiali …. Voglio giocare un’altra stagione da campionessa mondiale, un’altra sola … Non riesco a muovermi … Ma che ci faccio sdraiata a terra? … Mister, perché sono sdraiata sul parquet e non riesco a muovermi? … che sonno … un’altra volta le palpebre si chiudono … Nooooo, voglio finirla questa stupida partita! … vi prego, aiutatemi, devo tirare i tiri liberi … ma prima, Mister, chiama un time out: devo fare assolutamente pipì … non mi concentro con questo fastidio alla vescica … ti prego, coach … perché nessuno mi dà retta? … mamma, diglielo tu che devo fare pipì prima di tirare … diglielo che fin da bambina quando ero nervosa facevo pipì un sacco di volte … non ce la faccio proprio a tenere le palpebre aperte … oh, che bello … mi piace che mi accarezzino i capelli … mi rilasso … la mia compagna di banco delle elementari mi accarezzava sempre i capelli mentre la maestra spiegava … ma con chi parla mia madre? … le ho detto miliardi di volte che non può scendere in campo mentre sto giocando … eppure è qui vicino a me e parla … e piange … mamma, non piangere: io sto benone … Devo essere scivolata sul parquet bagnato e devo solo fare pipì … tutto qui … ehi, ma non mi ascolti? … mamma, smettila di piangere e ascoltami: con chi stai parlando? … non è il coach … ha un camice bianco e l’aria seria … mamma, non parlare di me come se io non fossi qui … ti vedo sai, ai piedi del mio letto che parli … e’ vero, sono a letto … perché? … io sto bene, ho solo un fastidio in basso, come un peso sulla vescica … come “non potrà avere più figli”? … ma chi parla di figli? Mica sono incinta io! … eravamo d’accordo con Diego che ne avremmo avuti due appena io mi fossi ritirata … ho sonno di nuovo … non ce la faccio … la testa diventa pesante e le palpebre non tengono più … voglio dormire … il braccio destro è indolenzito e non riesco a muoverlo … quella maledetta della Rusic mi tiene per un braccio … arbitro, fischia intenzionale, così vado a tirare … ho la testa pesante e la nausea … se avessi mangiato qualcosa prima della partita … accidente a me e allo stomaco che mi si chiude … e anche gli occhi sono di nuovo pensanti …
La testa ronza ancora, ma riesco ad aprire gli occhi: sono in un ospedale (beh, sì, almeno questo è sicuro) e ho flebo e tubi dappertutto! Provo a muovere le gambe e mi accorgo che ho il catetere; mi sento intorpidita e debolissima. Mentre giro la testa per sbloccare un po’ il collo vedo Diego che balza in piedi dal divano letto a fianco al mio letto e mi copre il volto di baci; piange e non riesce a parlare. Vorrei consolarlo ma le braccia sono pesantissime! E’ sconvolto e questo mi fa pensare che mi è successo qualcosa di grave.
Finalmente riesco ad articolare qualche parola, ma lui con il dito indice mi chiude la bocca e mi sussurra di non sforzarmi perché sono tanto debole, ho perso tanto sangue, ma ora è tutto a posto. Mi abbandono alle sue carezze come faccio sempre prima di addormentarmi, chiudo gli occhi e mi sento felice: sento che guarirò anche perché c’é lui a prendersi cura di me, ora e sempre. Lo amo tanto e credo in lui.
Qualsiasi cosa sia successa o succederà la supererò, sono una roccia io, una campionessa, il pilastro della Nazionale … e ho lui al mio fianco … posso rilassarmi e sprofondare in un altro sonnellino … forse ho sognato tutto e quando mi sveglierò mi ritroverò con la palla in mano sulla linea dei liberi … se li infilo andiamo ai supplementari … ah, non gli ho chiesto come è andata … la partita intendo…


