Le recensioni della Rossa per Thriller Café: LA CASA SUL FIUME di Penny Hancock

set 03, 2012 No Comments by

“Sono seduta sul 386, vado da mia madre. E’ uno di quei giorni in cui tutta Londra viene dissotterrata per riparare la rete fognaria o inserire nuovi cavi o sostituire tubature esplose. Le viscere della città vengono spalancate, le sue interiora esposte. C’è tutto un mondo là, sotto il manto stradale e l’asfalto, un labirinto che distribuisce elettricità, gas e acqua per l’intera città, e poi fogne e tunnel e scantinati e seminterrati e canali. Ampissime cavità e fiumi sotterranei. anche ratti, e vermi e insetti chiamati ragni delle grotte. Ossa, sangue e cadaveri in decomposizione. La gran parte delle vittime londinesi della peste riposano sotto i prati di Blackheath. Il terreno qui è costellato di ossa. Ciò che vediamo quando viaggiamo ogni giorno per andare a lavoro in superficie non è che la fragile volta di un cimitero.”  (pag. 104)

SOLLINEATO perché … la descrizione deformata della città fa da specchio alla mente paranoide della protagonista.

“Jasmine,” disse mia madre con una voce che mi sembrò innaturalmente sdolcinata “ti presento Sebastian.” (pag. 285)

CASSATO perché… qui l’Autrice ha rischiato di svelare un po’ troppo (anche se per svelare davvero l’arcano ci vuole molta perspicacia!)

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Cari amici della Rossa e della buona letteratura gialla,

le mie letture estive cominciano a dare frutti!

Oggi daremo spazio a Penny Hancock e al suo bellissimo La casa sul fiume, edito da TimeCrime, un libro che sinceramente è andato oltre ogni mia più rosea aspettativa e del quale potrete leggere la recensione su Thriller Café.

La costruzione della storia, l’analisi dettagliata psicologia dei personaggi, l’ambientazione molto accurata e il colpo di scena finale, fanno di questo thriller un libro “da comodino”, come li chiamo io, cioé uno di quelli dai quali non riesco a staccarmi subito, tanto da tenerlo a portata di mano sul comodino (appunto!) per ricontrollare di tanto in tanto qualche aspetto che temo mi sia potuto sfuggire!

Le autrici inglesi continuano a soprendermi e ad appassionarmi, anche se la prossima recensione riguarderà la tedesca Nele Neuhaus e le sue Ferite profonde, del quale sto terminando la lettura (e posso anticiparvi che mi sta piacendo parecchio…).

A prestissimo, quindi, e buona lettura!

Recensioni

About the author

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, declinati in tutte le gradazioni di noir. Esordisce nel 2008 con il romanzo Interno 8, primo episodio dedicato al Maresciallo Nunzio Piscopo, che torna protagonista nel romanzo finalista al Premio Tedeschi nel 2011 Le geometrie dell'animo omicida. Con il racconto Cumino assassino ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest, dopo aver collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta" e "Carabinieri in Giallo 3" con Tanti auguri, maresciallo!, "Gran Giallo a Castelbrando" (seconda classificata con Al comma 4 dell'art. 612-bis), "Crime Story Slam" (finalista con Le abissali frustrazioni di un serial killer) e Premio speciale della Giuria di "Delitto d'autore" con il racconto Secondo grado. Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo Ti ricordi, amore mio?, quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa autrice. Attualmente è in libreria la sua ultima fatica, un libro di racconti gialli storici dal titolo Persistenti tracce di antichi dolori, edito da I Buoni Cugini Editori. Collabora alla diffusione del "morbo giallo" con recensioni per i siti Thriller Café e WLibri e con l'adesione al progetto Piccoli Maestri, andando a leggere i suoi libri preferiti nelle scuole italiane.
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