Le recensioni della Rossa per Thriller Café: TI UCCIDERO’ di Rafael Balanzà

dic 05, 2012 No Comments by

Fino a quel momento la mia vita era stata deliziosamente normale, nel quadro delle anomalie generali che ormai, immagino, non preoccupano più nessuno, perlomeno nei paesi sviluppati. Io e Virginia avevamo due figli, un maschio e una femmina, entrambi adolescenti, e poi il carico di risentimento reciproco, più o meno bilanciato da una vita piacevole, dalle braci della nostra (originariamente vera) attrazione fisica e dalle comodità materiali di cui godevamo.” (pag. 12)

SOTTOLINEATO perché… in quattro righe ci regala più caustico realismo che tutti i trecento minuti di Scene da un matrimonio di Bergman!

“Come vede, il protagonista è vittima di un mucchio di circostanze assurde che finiscono per trasformarlo in un criminale… Ma sarà meglio riservare per dopo i commenti. Non anticipiamo. Proseguiamo con ordine.”

CASSATO perché… accidenti, Balanzà! Eppure lo avevi pure scritto: Non anticipiamo. E invece…

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Cari amici della Rossa e della buona letteratura gialla,

per capire se una volta letto un libro mi ha davvero catturata, lo costringo per svariati giorni a soggiacere al rituale mattutino del cambio della borsa - ossia allo svuotamento di quella usata il giorno prima e al riempimento di quella del giorno in corso, per la mia fissazione di abbinare sempre la borsa alle scarpe che indosso – così da averlo sempre con me e potermelo rimirare o rileggere quando più mi aggrada.

Detto ciò – che sembra avulso dal contesto, ma … datemi tempo! – il libro di Balanzà ha subito ben quattro cambi di borsa e un passaggio nella cartella da lavoro, rigorosamente rossa, prima di essere definitivamente poggiato sul tavolo vicino al pc per la stesura della recensione, che da oggi trovate su Thriller Café. Questo perché questa copertina non solo è un’ineguagliabile fonte di ispirazione ma genera anche dipendenza, costringendoti a rimuginare sul libro!

Combatto da sempre una mia personalissima battaglia per la rivendicazione dei titoli originali dei libri tradotti, quelli che – spero vivamente – siano quelli che lo scrittore abbia avuto in animo di imprimere al proprio lavoro e, ove più efficaci, anche delle copertine originali. A questo proposito, avevo anche ”bacchettato” Atmosphere libri per la copertina con la piovra di Sotto questo sole tremendo di Carlos Busqued per via che la piovra nel bestiario generale non era contenuta, ma questa copertina è talmente evocativa, che mi ha quasi ipnotizzata.

Fissatela bene anche voi e seguite il mio ragionamento. Il titolo originale dell’opera è Gli assassini lenti (Los asesinos lentos) e non si sarebbe rivelato di certo più efficace di Ti ucciderò. Il concetto di lentezza esasperante viene comunque esplicitato con la presenza della clessidra che filtra della sabbia rosso sangue. Lentezza, assassini…

Il titolo è scritto in rosso (sangue) e con un carattere grafico che mima la grafia umana: l’intento di uccidere è quindi palesato da un uomo, vergato a lettere rosso fuoco sull’ideale pagina bianca della vita di quello che vuole uccidere (sublime!). Ma questo intento omicida non è dotato di enfasi, niente punti esclamativi o sottolineature. Perché? Questo veramente non lo sa neanche l’omicida (il perché uccide, intendo). Lo butta lì, rovesciandolo contro il malcapitato che gli sta di fronte (Cosa butta lì? Non il punto esclamativo, per l’amor del Cielo! - quello non c’é per via dell’enfasi -, ma il suo sgangherato intento omicida). Forse è uno scherzo e non vuole uccidere nessuno? Eh no, su questo è irremovibile: lui ucciderà il suo amico quanto prima (chi ha parlato di amici? Balanzà! Un amico ucciderà un altro amico perché in fondo qualcuno dovrà pure incolpare per i fallimenti della propria vita, no?).

Vi sembra tutto surreale? Se non vi sembro pazza del tutto e se Rafael Balanzà vi inizia ad incuriosire, significa che siete già sulla buona strada per apprezzare L’altra faccia del giallo, titolo azzeccatissimo (ed esplicativo del tipo di scritture che propone) che la casa editrice ha voluto dare a questa sua collana.

E se poi volete capirne di più della trama, affidatevi a Thriller Café: neanche davanti ad un Margarita sveliamo mai tutta la trama di un libro! Quello sì che sarebbe un delitto imperdonabile!

Buona lettura e a prestissimo!

Recensioni

About the author

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, declinati in tutte le gradazioni di noir. Esordisce nel 2008 con il romanzo Interno 8, primo episodio dedicato al Maresciallo Nunzio Piscopo, che torna protagonista nel romanzo finalista al Premio Tedeschi nel 2011 Le geometrie dell'animo omicida. Con il racconto Cumino assassino ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest, dopo aver collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta" e "Carabinieri in Giallo 3" con Tanti auguri, maresciallo!, "Gran Giallo a Castelbrando" (seconda classificata con Al comma 4 dell'art. 612-bis), "Crime Story Slam" (finalista con Le abissali frustrazioni di un serial killer) e Premio speciale della Giuria di "Delitto d'autore" con il racconto Secondo grado. Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo Ti ricordi, amore mio?, quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa autrice. Attualmente è in libreria la sua ultima fatica, un libro di racconti gialli storici dal titolo Persistenti tracce di antichi dolori, edito da I Buoni Cugini Editori. Collabora alla diffusione del "morbo giallo" con recensioni per i siti Thriller Café e WLibri e con l'adesione al progetto Piccoli Maestri, andando a leggere i suoi libri preferiti nelle scuole italiane.
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