Il Calendario letterario: 16 ottobre 1854 Oscar Wilde

Lo scrittore irlandese Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, l’arcinoto autore di “Il ritratto di Dorian Gray” nacque a Dublino esattamente centosettantadue anni or sono.
Giornalista, saggista, scrittore, drammaturgo e critico letterario, intellettuale di spicco nell’età vittoriana e precursore dei movimenti decadentisti di inizio Novecento, Oscar Wilde è massimamente ricordato per la sua vita sentimentale infelice e travagliata, che lo portò anche in carcere, a seguito della denuncia di lord Douglas, padre del suo amatissimo Bosie.
Non basterebbe un libro intero per parlare di lui e dell’influenza che ebbe nella cultura e nel costume della sua epoca e quindi mi limiterò a sottolineare alcune curiosità che riguardano la sua vita privata e la sua arte.

Il cinema e Dorian Gray
L’opera letteraria più famosa di Wilde è senz’altro “Il ritratto di Dorian Gray”, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1890. Il soggetto fortemente drammatico e a tratti scabroso del romanzo attirò il cinematografo fin dal 1910, ma la versione più accreditata per il grande schermo fu quella prodotta dalla MGM nel 1945, che si aggiudicò l’Oscar per la miglior fotografia in bianco e nero di Harry Stradling Sr, ricevendo anche due candidature per miglior scenografia in bianco e nero e miglior attrice non protagonista ad una giovanissima Angela Lansbury, per il ruolo di Sibyl Vane.
L’oculista dei reali
Il padre di Oscar, sir William Wilde, fu il fondatore di un ospedale a Dublino e un famosissimo oftalmologo che poté annoverare fra i suoi augusti pazienti sia re Oscar I di Svezia che la Regina Vittoria, della quale divenne oculista personale. La sua fama, però, crollò nel 1862 a seguito di un processo per stupro ai danni di una fanciulla minorenne. Sir William evitò la prigione, versando un indennizzo favoloso alla giovane: più di duemila sterline di allora!


La moglie Constance
Constance Lloyd sposò Oscar il 29 maggio 1884, portandogli una cospicua dote che Oscar sperperò in pochissimo tempo. Nonostante i problemi economici e i dissapori dovuti ai numerosi tradimenti di lui, Constance gli restò devota fino alla fine dei suoi giorni. Morì prima due anni prima di Oscar, nel 1898, a soli trentanove anni, a seguito delle complicazioni chirurgiche per due interventi subiti durante un soggiorno a Genova. Negli ultimi tempi del loro burrascoso matrimonio, peraltro, Constance aveva provato in tutti i modi a distoglierlo dall’amore per Alfred Douglas (Bosie) arrivando persino a ricattarlo economicamente pur di farlo allontanare da colui il quale più di altri lo aveva gettato nel discredito, facendolo condannare a cinque anni di carcere.
Nel cimitero monumentale di Staglieno sulla sua tomba è riportato in inglese l’epitaffio “moglie di Oscar Wilde”.
I celeberrimi aforismi
Benché Wilde fosse un autore dallo stile raffinato e incline alla battuta sferzante, non fu lui a collazionare gli aforismi che ancora adesso lo connotano.
Oramai i suoi aforismi fanno parte della cultura pop contemporanea, ma l’esame di alcuni di loro ci porta in profondità nell’animo dell’artista, fino alle motivazioni del suo andare nella vita. Ѐ bene quindi, accostarcisi con rispetto.
“La serietà è l’unico rifugio degli stupidi” (da L’importanza di essere Ernest)
L’invito che Wilde ci fa è quello di vivere con leggerezza, per non restare schiacciati dal peso delle convenzioni e dalle aspettative altrui.
“La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.” (da Il ritratto di Dorian Gray)
L’origine di molte nevrosi moderne non è altro che l’adesione a modelli non confacenti alla propria natura e alla propria interiorità.
Tutta la vita di Oscar Wilde è un inno all’unicità. “Sii te stesso. Tutti gli altri sono già stati presi”, scriveva.
“La vita è troppo importante per essere presa sul serio.”
Ecco che torna il concetto di leggerezza. Le sovrastrutture socio-culturali della sua vita erano intollerabilmente pesanti e vincolanti per Oscar, che cercò di non dimenticarsi mai, anche nelle difficoltà più annichilenti, di usare un filo di ironia, al limite del sarcasmo, perché aiuta lo spirito a risollevarsi da obblighi e aspettative altrui.
E se l’ironia si accompagna anche ad un vestito dai colori sgargianti ed una rosa all’occhiello, l’anticonformismo diventa anche di moda!

Incontrare Oscar a Dublino
La statua in marmo policromo che ritrae Wilde in veste da camera, comodamente adagiato su un masso, a fargli da sofà, è stata inaugurata nel 1997 nei giardini di Merrion Square a Dublino. Non potevo resistere alla tentazione di essere immortalata assieme a lui!

Buona lettura (sempre!) a tutti dalla Rossa!