L’ultima settimana di vita di Edgar Allan Poe: Nevermore in Baltimore

mar 28, 2012 No Comments by

 

Che Edgar Allan Poe sia da considerarsi l’inventore del racconto poliziesco, della letteratura horror e del giallo psicologico oramai è cosa assodata, tanto che a lui è intitolato il più ambito premio per tutti gli scrittori di questi generi, assegnato ogni anno dall’associazione Mystery Writers of America: l’Edgar Award.

Ma come molto spesso è accaduto ad artisti geniali ma tormentati, Poe non ebbe in vita né la fama né il danaro corrispondente al valore inestimabile delle opere da lui create.

Orfano di entrambi i genitori a due anni, vissuto con genitori adottivi in Inghilterra, espulso dall’Accademia di West Point, diseredato anche dal padre adottivo – che non volle rispondere dai debiti contratti da Edgar durante la sua dissipata vita studentesca – Edgar trovò poco conforto anche nell’amore, vivendo spesso storie tormentate. Dopo la morte della moglie Virginia Clemm, stroncata dalla tisi nel 1846, Poe sprofondò nella più cupa desolazione e l’attitudine al bere, che l’aveva accompagnato per tutta la vita, divenne strumento di autodistruzione.

Le cause della sua morte, avvenuta a Baltimora il 7 ottobre 1849, non sono mai state chiarite, come pure non sono documentati i suoi spostamenti in città in tutta la settimana precedente.

Il film The raven, attualmente nelle sale italiane, prova a dare la sua risposta, inscenando una rincorsa contro il tempo tra l’ispettore Fields  e un barbaro serial killer che uccide a Baltimora con le stesse modalità narrate in alcuni racconti di Poe, da I delitti della Rue Morgue a Il cuore rivelatore. La polizia chiamerà allora lo scrittore a collaborare, affinché metta il suo genio a servizio della legge. Un Edgar sgomento – interpretato magistralmente da John Cusack – profonderà ogni sforzo nelle indagini, spinto anche dalla circostanza che l’assassino ha rapito la sua promessa sposa, Emily.

Anche la Rossachescrivegialli ha tentato di colmare quel lasso di tempo decisivo per la vita di Poe, trattandolo come un cold case d’eccezione. Ricerca storica, approfondimento e pura fantasia, hanno dato vita al racconto NEVERMORE IN BALTIMORE che da oggi trovate pubblicato su questo sito in un’apposita pagina: fate click sul titolo che appare sulla barra gialla in alto e sarete catapultati nella Baltimora del 1849.

Un modesto tributo al grande Maestro, che spero sia di vostro gradimento.

Buona lettura dalla Rossa!

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About the author

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, declinati in tutte le gradazioni di noir. Esordisce nel 2008 con il romanzo Interno 8, primo episodio dedicato al Maresciallo Nunzio Piscopo, che torna protagonista nel romanzo finalista al Premio Tedeschi nel 2011 Le geometrie dell'animo omicida. Con il racconto Cumino assassino ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest, dopo aver collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta" e "Carabinieri in Giallo 3" con Tanti auguri, maresciallo!, "Gran Giallo a Castelbrando" (seconda classificata con Al comma 4 dell'art. 612-bis), "Crime Story Slam" (finalista con Le abissali frustrazioni di un serial killer) e Premio speciale della Giuria di "Delitto d'autore" con il racconto Secondo grado. Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo Ti ricordi, amore mio?, quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa autrice. Attualmente è in libreria la sua ultima fatica, un libro di racconti gialli storici dal titolo Persistenti tracce di antichi dolori, edito da I Buoni Cugini Editori. Collabora alla diffusione del "morbo giallo" con recensioni per i siti Thriller Café e WLibri e con l'adesione al progetto Piccoli Maestri, andando a leggere i suoi libri preferiti nelle scuole italiane.
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