Le recensioni della Rossa per Thriller Café: FERITE PROFONDE di Nele Neuhaus

set 20, 2012 No Comments by

In famiglia nessuno aveva capito la sua decisione di trascorrere gli ultimi anni di vita in Germania. Non l’aveva capita neanche lui. All’improvviso, in modo del tutto inaspettato, aveva sentito di non voler morire nel paese dove si era trovato bene per oltre sessant’anni. Gli mancavano i giornali tedeschi, i suoni della lingua madre nelle orecchie. David Goldberg non se n’era andato volontariamente: nel 1945 era stato costretto a lasciare la Germania per salvarsi la vita.” (pag. 7)

SOTTOLINEATO perché…. è uno degli incipit più azzeccati che abbia letto da molti libri, ormai!

Ich hab getanzt heut’ Nacht, die ganze Nacht heut’ Nacht! Ach war’s doch nie vorbei! Ich mocht noch so viel mehr, auch wenn es Sunde war!” (pag. 57)

CASSATO perché… non si poteva mettere almeno una nota di traduzione su questa canzone che apre un capitolo?!

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Cari amici della Rossa e della buona letteratura gialla,

il libro che questa settimana ho avuto il piacere di recensire per Thriller Café è Ferite profonde della scrittrice tedesca Nele Neuhaus, già nota agli appassionati per il suo ottimo esordio con Biancaneve deve morire.

Il mio approccio con il romanzo appena successivo ad un primo buon risultato è in genere di maggiore curiosità (della serie: “Il primo mi era piaciuto, ora vediamo se col secondo mi convince…”); ma se lo scrittore conferma la sua bravura, allora conquista definitivamente la mia attenzione di lettrice e, qualora con una terza prova riuscisse ancora a catturarmi… potrei anche pensare di iscrivermi al suo fan club!

Facezie a parte, Ferite profonde conferma appieno il valore della Neuhaus: pregevoli sia l’intreccio della trama che l’acuta attenzione rivolta alla psicologia dei personaggi e (quindi) alle loro reali motivazioni (e sia chiaro che quel “quindi” non è tra parentesi perché non necessario al periodo precedente, ma per enfatizzarlo con un segno grafico diverso dal grassetto, capace di scatenare inopinatamente i motori di ricerca!).

A proposito di motivazioni psicologiche, noto che non sempre gli scrittori riescono a rappresentarle compiutamente, mentre sono convinta che – specialmente quando il personaggio è delineato come una persona dalla vita comune - il lettore si aspetti che queste siano più dettagliate possibili. Ciò favorirebbe di gran lunga il processo compenetrativo-identificativo, processo che nei libri gialli ha addirittura valenza maggiore perché il lettore deve potersi calare agevolmente nel personaggio dell’investigatore per provare a risolvere gli enigmi che lo scrittore – a volte malignamente! – gli propone.

In questo libro, invece, si può facilmente affermare che  l’Autrice abbia azzeccati tutti i protagonisti: Oliver e Pia - tanto per fare un esempio – sembrano davvero comuni poliziotti, ognuno con un’indole propria e con maniere tipiche identificative del loro modo di essere. Vi consiglio, però, di osservare attentamente l’evoluzione delle figure più sfuggenti o apparentemente più defilate, perché emergeranno via via dalla corposa narrazione e si imporranno, in fine, come gli assoluti protagonisti di questo tragico dies irae.

Avrete la conferma che la storia vi sarà davvero piaciuta, quando andrete su internet a scaricare immagini dei Laghi Masuri per metterle di sfondo sul vostro computer, come ho fatto io!

Pensate di no? Vedremo…

Buona lettura e a prestissimo!

Recensioni

About the author

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, declinati in tutte le gradazioni di noir. Esordisce nel 2008 con il romanzo Interno 8, primo episodio dedicato al Maresciallo Nunzio Piscopo, che torna protagonista nel romanzo finalista al Premio Tedeschi nel 2011 Le geometrie dell'animo omicida. Con il racconto Cumino assassino ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest, dopo aver collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta" e "Carabinieri in Giallo 3" con Tanti auguri, maresciallo!, "Gran Giallo a Castelbrando" (seconda classificata con Al comma 4 dell'art. 612-bis), "Crime Story Slam" (finalista con Le abissali frustrazioni di un serial killer) e Premio speciale della Giuria di "Delitto d'autore" con il racconto Secondo grado. Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo Ti ricordi, amore mio?, quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa autrice. Attualmente è in libreria la sua ultima fatica, un libro di racconti gialli storici dal titolo Persistenti tracce di antichi dolori, edito da I Buoni Cugini Editori. Collabora alla diffusione del "morbo giallo" con recensioni per i siti Thriller Café e WLibri e con l'adesione al progetto Piccoli Maestri, andando a leggere i suoi libri preferiti nelle scuole italiane.
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